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10月25日 Dla publiczności polskiejZe spektaklu "MUR"
Z okazji cyklu konferencji w rejonie Toscani, została przygotowana seria spektakli kulturalnych. Niektóre moje teksty w języku włoskim zostały zaakceptowane przez komisję i brały udział w show. Autorem wiersza „Wojna” – „Guerra”, przetłumaczonym i opracowanym przeze mnie w języku polskim, jest Tomasz Zielonka. Kostiumy zostały zaprojektowane i zrealizowane przeze mnie i ja, wraz z baletem, grałam rolę tej straszliwej wojny... Wszystkie teksty były tłumaczone dla głuchoniemych.
Wojna.
Nadeszła wściekła w kutych żelazem buciorach ciężkim spowita dymem fetorem śmierci nasączona. Krwią świeżą malowana, głodna i katowana by chciwe swe cielsko nasycić, za życiem ugania.
Przystaje czasem znużona,
taka niczyja.
Załosna.
Osierocona.
Z obliczem bliznami pociętym
milczy podstępnie, by
fanatyczna i nieokiełznana
aroganckim przepychem błyszcząca
zabijać...
w tył głowy strzela
dzieci bezlitośnie męczy
ludzi żywych grzebie
rannych bagnetem dobija.
Czasem jednak
i łzę bolesną utoczy
kromkę chleba i wody do ust poda
rany śmiertelne uleczy.
Dziwna ona, niezrozumiała.
Zatrwaźająca.
Chciana.
Daniela Karewicz i Tomasz Zielonka.
Wyprawa w głąb siebie.
Dumam nad światem ze szczytu wzniosłego.
Obserwuję szlak mojej drogi...
delkatny wiatr zaciera wszelkie ślady.
Jestem tu,
odwieczny wędrowiec.
To
co osiągnęłam w życiu
jest tym
co było wewnątrz mnie.
Ile drogi
aby dotrzeć do celu tak bliskiego
celu,
którym jestem
Ja.
Chcę
trwać w tym wietrze
ciszy słuchać
wnikać w siebie.
Istnieć.
Nie trzeba więcej.
Wszystko jest tu
w głębi nas
scarb najcenniejszy.
Daniela Karewicz
10月15日 Dallo spettacolo "MURO"In occasione di un evento è stato presentato uno spettacolo. Io ho dato lettura di due mie poesie che trascrivo. di confezionare il costume con cui mi sono esibita,
Guerra.
E’arrivata rabbiosa con gli scarponi ferrati. Da gravido fumo avvolta ammorbata d’odor di bruciato. Di piaghe sul volto ornata. Affamata!
A volte tanto sola, di nessuno. Stanca perché... torturata. Forte e ribelle si rialza, fanatica orgogliosa.
Un sussurrio pavido racconta...
Sparava dietro la nuca, i bambini con bastone colpiva. Seppelliva i vivi con la baionetta, le vite finiva.
A volte, pietosa, guariva ferite mortali, un pezzo di pane e acqua ai dolenti offriva.
Strana, la guerra. Incompresa. Mortale. Vitale. Traversata dell’Essere.
... in cima
a contemplare il mondo.
Osservo il vento
cancellare la scia del cammino.
Son quassù
viandante senza tempo.
Ciò che ho raggiunto
è
quanto era dentro di me.
Tanta strada
per raggiungere un luogo
così vicino...
un luogo che sono io.
Voglio
restare nel vento
sentire il silenzio
guardare dentro...
l’Essere addentrare.
Non occorre altro.
Tutto è qui
dentro di noi,
il tesoro più grande...
Daniela Karewicz
10月7日 Attenti alle nonne!In occasione della "Giornata dei nonni" è stato presentato al Teatro uno spettacolo con musiche, letture e menzione di racconti e poesie di alcuni artisti toscani.
La nonna del mio racconto sembra insolita, ma, credetemi, esiste.
Attenti alle nonne!
E’ seduta silenziosa nel buio angolo della stanza, abbandonata da tutti. Non è la posizione innaturale in cui è seduta, nemmeno la flebo gigantesca che le buca il braccio, quello che vi colpisce sono piuttosto gli occhi tristi e profondi, rassegnati, che sembravano ascoltare una musica lontana. Non avete più la nonna e nessuna esperienza di trattare con gli anziani. Non sapete che dirle... Questa dimensione della vita è per voi completamente nuova. Vi avvicinate a lei e... vi guardate con una complicità che toglie respiro. I suoi occhi infinitamente malinconici, si riempiono di lacrime. Istintivamente le stringete la mano e accarezzato il volto... Pensate che questo gesto è l’unica cosa che possa aiutare le anime lacerate dal dolore e dal pianto. Queste lacrime sono le parole del silenzio, si nascondono in un sorriso flebile e triste. La scena vi mette un senso di disagio ulteriore, volete andarvene, fuggire via. E se voi da vecchi potreste diventare così, soli, dimenticati? Il giorno dopo tornate a trovarla, il giorno dopo, ancora... ormai è diventata un’abitudine. Pian, piano i suoi occhi diventano più vivi, il sorriso stende le rughe. Non la vedete più così vecchia. Forse non lo è affatto. Ascoltate volentieri i suoi ricordi, vi fanno tenerezza... Tra le altre storie piuttosto bizzarre, credete inventate, vi racconta che dopo aver fatto scomunicare dalla diocesi un povero prete per averla aiutata, decise di andare in giro per il mondo assieme ai "mascalzoni latini". Evviva i marinai, evviva i calciatori, evviva i toreri, tutti beccati mentre stava nelle spiagge di nudisti in Costa Azzurra, in Spagna durante una corrida, in Italia in barca a vela. Povera nonnina, portiamola in giro. ...Vi trascina subito in un bar. Col bicchiere di limoncello in mano ed un enorme sigaro in bocca insulta il barista che la invitava a fumare fuori. Poi insiste di fare shopping... un paio di jeans ed un meraviglioso top di cotone leggero enfatizzano le sue curve. Niente male, nonnina! La dissuadete con fatica a farsi il piercing al naso, e notate con stupore un tatuaggio sulla spalla sinistra. La rosa dei venti. In un pomeriggio durante la solita passeggiata nel parco vi sorprende, recitando, contro il vento, le poesie di Pascoli. A memoria! Vi dice di sfuggita che di lavoro faceva una cosa noiosa, ma di passioni ne aveva tante... vi chiede anche di portarle un libro di qualche filosofo. E quando vi aiuta a risolvere gravi problemi, perché saggia, perché esperta della vita, perché vi ascolta… vi innamorate di lei... Una sera vi invita ad un concerto. Si è procurata i biglietti sull’internet dell’istituto, rivela con un misterioso sorriso. Ma certo. Credete si trattasse di musica classica. Niente affatto! C'era il rischio di farla morire in mezzo alla calca, ma lei, superstar, con improponibili occhiali specchiati, sale sul palco a gridare il suo indirizzo di posta elettronica... Mentre chiunque si tappa le orecchie per salvaguardare i propri timpani, mica andate a recuperarla sparandola nuovamente nell'ospizio, no! Ve la ridete! Poi, la portate a casa vostra.
Per farvi vivere...
Daniela Karewicz |
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