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    December 13

    Pellegrini dal cuore d'oro

     

    Il concorso “Scrittura creativa”

    Associazione Culturale di Barberino di Mugello

    “ESSERE”

    La Magica Atmosfera del Natale

    - Le Leggende -

     

    La commissione esaminatrice ha conferito

    2° premio

    a

    Daniela Karewicz

    per la leggenda

    “Pellegrini dal cuore d’oro”

     

    Motivazione del premio

     

    Affonda le sue radici, questa leggenda,

    nel patrimonio ancestrale dell’umanità.

    E’ il tema dell’Incertezza che rende pregevole questa opera:

    In un mondo che, oggi, ha visto crollare tutte le sue Certezze.

    I Predestinati,

    gli uomini del cammino sono quelli

     che portano sul cuore il segno di una piuma d’oro.

    Il tema dell’Universalità di questa “famiglia” di Prescelti

    è più che mai attuale.

    Tutto il racconto ha come filo conduttore valori essenziali

    quali la semplicità del cuore.

    la compassione, la speranza, la fratellanza nel desiderio di pace.

     

    <<Pellegrini dal cuore d’oro>>

     

    Un’Aquila Messaggera fu incaricata dal Supremo

     di divulgare un annuncio di  estremo valore.

    Girava dunque l’Aquila per tutto l’Universo,

    spargendo dappertutto le sue piume d’oro.

    Colui che trovava la preziosa piuma, la poggiava sul petto

    e da quell’ istante dal cuore emanò un sottile raggio.

    Meravigliati, molti si domandarono

    che significato avesse questo bagliore.

    Stupiti,

    cominciarono a guardare dentro di se ed a porsi domande: 

    “Che senso aveva la loro vita?”

    Pensieri profondi invasero la loro esistenza,

    non riuscivano più a trascorre una vita normale.

    Seguendo un misterioso impulso,

    abbandonarono tutto e si misero in viaggio.

    Non sapevano, però, che direzione prendere.

    Vagavano nel buio, ma, davanti alla loro tenacia,

    riuscirono alla fine a trovare una piccola luce.

    La luce di un altro cuore smarrito che attendeva un segno.

    Così, pian piano i pellegrini dal cuore d’oro

    si ritrovarono in  una pianura guardandosi incuriositi.

    Tra di loro erano fanciulli, uomini maturi, anziani.

    Non vi erano distinzioni né di origine né di razza.

    Cominciarono a parlare tra loro

    dell’ inspiegabile desiderio di elevarsi.

    Bramavano la Saggezza, ma  non sapevano dove cercarla.

    Uniti dallo  stesso scopo, si misero in cammino.

    Proseguivano avanti, sempre avanti

    ma avevano bisogno di una guida. 

    Stanchi, si fermarono in un deserto a riposare.

    Ragionando in pace, decisero di comune  accordo

    di mandare avanti  tre dotti uomini. 

    Scelgono

    un giovane Afro, un maturo Orientale ed un anziano Europeo.

    A loro affidarono se stessi:

    il desiderio della sapienza, 

    le paure nascoste,

    la speranza per il prossimo.

    Così, i tre magi iniziarono il viaggio verso l’ignoto,

    mettendosi nuovamente in cammino,

    illuminando la strada con la pallida luce dei loro cuori.

    Vagarono senza sosta fino tarda notte  e quando,

    disperati, volevano rinunciare al loro compito,

    all’improvviso avvistarono un forte bagliore.

    Un’Aquila dorata planava in alto.

    Con una scia tracciò una splendente rotta.

    I tre raminghi, ripresero rallegrati il cammino

    seguendo la traccia luminosa.

    Non si smarrirono mai più.

    Attraversarono  paesi tormentati

    da guerre, crudeltà e ignoranza.

    Ai più poveri donarono tutto ciò che possedevano

    e quando era loro rimasto solo

    un chicco d’oro, un granello d’incenso e una piccola anfora di mirra,

    l’Aquila sparì. Non avevano più bisogno delle indicazioni.

    I loro cuori spalancati diffondevano una immensa luminosità 

    che indicava la strada da seguire.

    Altruismo e saggezza illuminarono il loro cammino

    fino alle mura di una città antica.

    In una stalla trovarono una povera famiglia

    con un bambino innocente, appena nato.

    Giaceva nella mangiatoia fasciato in logorati stracci.

    Commossi si inginocchiarono davanti a tale miseria

    e donarono al piccolo i loro ultimi beni:

    un chicco d’oro, un granello d’incenso ed una piccola anfora di mirra.

    La loro umiltà è generosità venne notata e rivelata al mondo intero.

    Il povero bambino onorato dai nobili magi,

    diventerà il simbolo dell’Umanità.

    In breve tempo arrivarono i compagni rimasti nel deserto.

    Seguivano le orme dei tre messaggeri, 

    anche loro diffondendo il bene ed offrendo a tutti 

    la scintilla del loro cuore.

     

    E quando nel tuo cuore risplende la Sacra Luce,

    essa si rispecchierà negli occhi incontrati sul tuo cammino. 

    Ed  in ogni volto incontrato

    riconoscerai un bambino innocente.

     

     

    Daniela Karewicz

    December 11

    Ardente tango

     

    Foto: Stefano Lupi

     

    Ardente tango

     

     

    Nel dorato meriggio

    ardente tango

    le fronde danzano.

    Maestosi alberi

    con vividi affreschi

    il castello d’autunno

     creano.

    Vaganti

    librano foglie.

    Prima che il vento ci separi

    la tua bocca vorrei sfiorare.

    Non andare troppo lontano.

     Prendimi per le mani...

    lasciamoci cullare

    nella fervida brezza,

    lasciamoci cadere

    ondeggianti

    piano, piano...

     

    Daniela Karewicz