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日志


7月30日

La scalata della Montagana.

 
In diretta...
 

Immobile, ormai avvolta dal buio della notte

ascoltavo il canto notturno delle montagne...

il vero io, la felicità, la purezza, l’eternità.

Come la notte stellata, fissavo i quattro lati del mondo

insieme a migliaia di altri occhi.

Pregavo.

La luna mi trovò danzante.

Perle luminose ornavano il mio corpo

 e le falene vibravano tra le ciocche dei miei capelli.

Danzavo al ritmo di tamburi tuonanti.

Un vento impetuoso mi disegnava le ali, sollevava i miei piedi...

  tolsi gli ultimi catenacci e mi sentii volare.

Ero libera. Ero la Vita stessa.

 

La vita
 

All’improvviso il cielo si è infiammato.

Un violento temporale scosse  l’universo.

 

Cielo infuocato
 

La vita che conoscevo era finita.

Durante quella scalata, conobbi la mia vera  natura.

E volevo andare avanti, anche se vulnerabile e scorticata,

come l’albero a cui è stata strappata la corteccia.

Il mio“vagabonding” aveva fatto sorgere una nuova vita.

Ero decisissima a proseguire nel viaggio interiore:

 a qualunque costo avrei lasciato la vecchia vita,

 o una fase dell’esistenza per un’altra.

L’alba mi sorprese ancora a meditare.

I primi raggi del sole illuminavano il mio viso.

Era giunta l’ora di tornare.  

Mi  fermai al laghetto e di nuovo mi specchiai

nelle sue acque fresche e limpide.

Ero curiosa del mio novo io.

 

continua...

 

 

 

7月27日

La scalata della Montagna

 
in diretta...

Emozionata, guardavo attorno.

All’improvviso avvistai un piccolo laghetto

 che mi sorrideva dal fondo di una valle sassosa.

 

Laghetto incantato

 

Lo raggiunsi  e, affaticata,

mi sedetti su un masso sporgente dall’acqua.

 Avevo sete e mi  chinai per bere.

 La mia immagine rifletteva quella di un albero

ripiegato su se stesso, come se fosse ferito. 

Due occhi eccentrici color di bosco, occhi di una lupa,

mi fissavano dalla profondità.

Allungai la mano per tirare fuori almeno  un ramo,

per offrirgli aiuto, ma la superficie si increspò:

l’albero si ribellava,

anche la lupa mostrava il suo scontento latrando

 e la roccia tremava sotto di me.

Intuivo che volessero comunicarmi qualcosa,

mi sembrava che a loro piacesse restare in solitudine,

in quella solitudine mistica e solitaria,

che per loro fosse  un modo di vivere, di essere  forti e vincenti.

Riflettevo.

 In fondo, il mio modo di essere mi aveva permesso di arrivare fin lì,

da sola.

Avevo mostrato di avere la capacità di selezionare

 e tessere idee, pensieri, di reagire e di arrivare quasi in cima! 

Mi sentivo una roccia, un albero, una lupa.

La mia psiche selvaggia sussurrava che,

 per quanto sofferente fosse la mia psiche istintiva,

dovevo continuare, risalire in superficie,

crescere per cantare, correre, splendere.

Era arrivato il momento del canto e della corsa.

L’ultimo raggio di sole solleticava la mia schiena

e spingeva il mio sguardo verso l’orizzonte.

 Potevo ammirarlo solo dalla cima, dalla mia torre preziosa,

 così importante per la mia scalata.

Ormai, per  raggiungerla  ci voleva solo qualche minuto.

 

Il tramonto

 

 

 

Da lassù, il tramonto mi stupì con l’incanto delle luci e dei suoi colori.

 

continua...

7月25日

La scalata della Montagna

 
In diretta...
 

Continuavo a camminare trascinandomi con fatica e zoppicando.

Fiori spinosi s’impigliavano nei vestiti

e le rocce scoscese sbucciavano le mie braccia.

Ogni tanto inciampavo sulle pietre.

 

La scalata della montagna

 

Mi fermavo a guardarle e mi pareva di sentirle,

mi sembrava di ricevere e trasmettere immagini ed emozioni.

Avevo l’impressione che il tocco delle mie mani le cambiasse,

cominciavano a luccicare come preziose giade.

Le posavo in un minuscolo portagioielli a forma di un cuore

che ciondolava da sempre al mio polso.

Man mano le pietre aumentavano e tra un passo e l’altro

si sentivano i loro battiti come fossero chiacchiericci.

Mi faceva piacere averle con me,

mi tenevano compagnia e non mi sentivo più così sola.

A volte mi fermavo, aprivo l’astuccio, guardavo dentro e le accarezzavo,

sorridevo, raccontavo  quello che succedeva fuori...

 le vedevo brillare sempre di più

e mi facevano luce in quel luogo così tetro e oscuro.

Ripiegata su me stessa, con il ginocchio malconcio,

raccoglievo le forze per continuare a salire.

 Il sentiero si snodava serpeggiante tra ghiaioni ed enormi macigni.

 Ogni tanto alzavo la testa per cercare la  cima.

Si mostrava eretta  come una torre e avvolta da nubi

così dense da impedirle, a tratti, di venire fuori.

 

La scalata della montagna

 

Continua...

 
 
 
7月18日

On tte road

 

In diretta.

La scalata della Montagna

La scalata della Montagna

Eccomi qua, Montagna mia. Sono pronta a scalarti.

Vorrei arrampicarmi sui   tuoi ripidi pendii per arrivare alla cima.

Vorrei sfidare le montagne sconosciute del mio inconscio per rinnovarmi,

per trovare le risposte.

Vorrei scavare nella tua natura selvaggia, per ritrovare la mia.

Permettimi di salire sul tuo corpo e scoprire i tuoi misteri.

Vorrei attingere dalla tua saggezza, trovare gli indizi su come trasformare

 la mia sofferenza, le negatività, le illusioni...

 

Le cime

 

Contemplavo la possente e selvaggia catena che si stendeva dinanzi a me stringendo al cuore

una manciata di fiori di campo.

Il silenzio dell’alba e il profumo del vento coronavano il magnifico paesaggio.

Mi domandavo come fosse possibile percorrere tutte quelle vette, così diverse l’una dall’altra,

ne contavo almeno una decina.

Dieci cime, dieci mondi distinti, dieci direzioni diverse... e mi sono posta uno scopo:

 conquistarne almeno una.

Senza fretta mi sono incamminata verso un sentiero che conduceva nel bosco.

 

continua...

 

 

 

7月14日

Vagabonding

 
In diretta...
 
In the round
 

On the road...

 

A partire da quest’ora mi ordino libera

di limite e linee immaginarie.

Vado ove voglio

totale e assoluta signora di me.

Do ascolto agli altri

considero bene quello che dicono

m’arresto, ricerco, ricavo,contemplo...

Dolcemente

ma con volontà incoercibile

mi svincolo dalle remore che trattenermi vorrebbero.

 

tratto da “Canto della strada”

di

Walt Whitman.

7月9日

Canto del Monte Luna

 

Monte Luna

Un bell’astro risplende sul fiore nella valle.

Se non vedi quei prati,

non puoi sapere qual è il colore d’estate

 

Son di nuovo lì,

a pensare, a sognare,

a ricordare

il mormorio dei torrenti, il fruscio degli alberi,

i silenzi, gli odori, il sole sulla pelle.

Son di nuovo li,

a perdermi in roccioso serpeggiamento tra monti,

monti che non altro che il canto avranno da me.

Immota è la mia anima e chiara come le cime del meriggio

 

Verso sera ritrovo le orme lasciate la mattina.

Sembra

che qualcosa sia finito…

Sembra

che qualcosa sia perduto…

che quel giorno, non tornerà mai più

che  quello che ho fatto quel giorno, non lo farò mai più.

Sei ormai ombra nella nebbia, Montagna mia,

e pure sorride l’immagine nel cuore sigillato.

Nulla va perso nello spirito libero di libero cuore.

 

Daniela Karewicz

 

7月4日

Attenti !

 

Distance mail

 

La tua mano

e la mia

che non si sfiorano

mai.

Il tuo sguardo

e il mio

che non si incontrano

mai.

Il tuo pensiero

e il mio

che si cercano

nel silenzio della parola.

 

Con

semplice sfogo del cuore

la tua mente

e la mia

si tingono di colori

per affondare

nella nostra spiritualità

per passeggiare

sul

limpido manto verde dell’anima

in ascolto

di noi stessi.

 

Quando cominci a far corrispondenza con qualche sconosciuto,

lasci galoppare la fantasia

 e immagini

che dall’altra parte del computer si trovi l’uomo dei tuoi sogni

Quando, dopo le prime banali frasi,

 ti convinci che lui potrebbe essere veramente quello giusto,

perché anche lui appartiene al tuo mondo,

perché è intelligente e sensibile,

 inventi le strategie.

Le tue armi di seduzione esplodono.

 Ti perdi nelle speranze e avvii a stuzzicarlo, provocarlo...

e così cominciate a raccontarvi il passato, scambiate le idee,

alla fine condividete situazioni accadute recentemente.

 Raccontate voi stessi...vi toccate l’anima. Scrivete il copione della vostra vita.

Tu fai danzare le parole, diventi la prima ballerina. La magia delle mail vi insidia.

“ Le mie poesie raccontano me”.

Scrivi timidamente e poi confessi:

“ Mi sento sola, il senso dell’abbandono è atroce. Senti questa...”

 

…troppo a lungo

il sentiero dell’abbandono

ci fa vagare

 

…troppo a lungo

la pioggia del pensiero

ci fa lacrimare

 

…troppo a lungo

il gelo della solitudine

ci fa tremare

 

Contemplo

un bocciolo di rosa

che freme sotto il peso

di una goccia di rugiada

…troppo a lungo

ci fa sperare.

 

Mandi anche questa, a sorpresa, giusto per incoraggiarlo un po’.

 

Vorrei guardarti dormire

entrare nei tuoi sogni

per arrivare insieme

alla tua più grande paura,

rannicchiarmi accanto a te

sussurrati una parola

che ti difenda

dalle ombre oscure,

confortarti nella gelida notte

e sfiorare il tuo respiro

farlo entrare in me

per poterlo scaldare…

Guidarti mentre Sali

i gradini dell’arcobaleno

per aiutarti a cambiare

i colori dei tuoi sogni.

 

Vorrei guardarti dormire…

 

Per fare la vittima, che fa sempre effetto,

decidi di mandare qualcosa di ancora più profondo...

 

Affondo

lo sguardo nella vita

e guardo i pensieri

che altri

hanno pensato

…l’amore non amato

…l’odio non odiato

Spaventoso

il silenzio dei cuori.

Tutto tace intorno.

E io mi trovo lì

in solitudine

in mezzo a quel

silenzio di perfidia.

Stanca

della realtà

fremo di fantasia.

I sogni

offuscano la mia mente.

Mente ondeggiante

che mi fa andare

lontano…

Affondo

nei miraggi

velati

della loro bellezza.

 

Finalmente lui si scioglie e ribadisce:

“Ti mando i miei testi”

Ma va!

Arrivano decine di pagine di racconti vari e poesie disgustosamente sdolcinate...

Perfetto.

Preso!

Leggi, incantata, tutto quanto.

“Bravissimo sei! Complimenti davvero!”

Non ti importa del contenuto, ti piace tutto di lui,

bevi ogni sua parola, non riesci ad essere obiettiva.

Attendi le sue mail con ansia, tieni il computer sempre acceso.

Quando arrivano ti batte forte il cuore, sei in estasi.

E’ arrivato il fanciullesco momento di scambiarsi le fotografie.

Caspita. Scegli con cura quelle più belle.

Che importa se sono di qualche anno fa quando avevi qualche chilo di meno.

E’ vero, lui ti ha fatto capire che sogna una donna perfetta,

“Sono un esteta. Non mi piacciono le donne trascurate con le unghie sporche o i capelli unti”.

Mah!

Arriva anche la sua foto. Non pretendi mica Brad Pitt.

 Coraggiosamente apri file e ti sorprendi quanto sei comprensiva.

Che importa quella ruga di troppo, la calvizie estesa o il naso così grande.

Ti aggrappi a quello sguardo, che vedi tanto profondo e sospiri

“In fondo è l’anima che conta”.

Lo metti sul desktop

 e lo guardi teneramente negli occhi nascosti dietro gli occhiali offuscati.

 Ah, questi occhiali lo rendono così intellettuale e misterioso!

E quando mandi:

 

Sono dentro di te

nel tuo profondo

dentro i tuoi silenzi

...senza parole.

 

Sono dentro di me.

Inerme e possente

senza limiti

vibro, volo, sento

respiro.

 

Tocco l’anima

mi ascolto

...corri con me.

 

ti mangi le unghie nell’attesa della risposta.

Non riesci a crederci, quando arriva

“Chissà se ci vedremo un giorno!”.

Euforica rispondi subito

“Perché no? Chiamami se vuoi”

Ti sorprende con una voce strillante e sgradevole.

 Balbetta e non finisce le frasi, perde spesso il filo del discorso.

Felice ed emozionata, lo giustifichi.

“Che carino! Un’anima così sensibile

 non può sostenere l’imbarazzo del primo contatto al telefono”.

La vostra comincia ad essere una storia.

Ti abitui alla sua disordinata dialettica,

 alle sue battute a volte a sproposito.

Quel fastidioso timbro della sua voce

 che penetra il tuo orecchio ogni volta

che lo chiami ti sembra un canto d’amore.

Vi parlate, vi scrivete, entrate in confidenza.

Si! Ci siamo!

Sicura di te, cominci a delineare la tua piccola dimensione personale.

Giusto che lui sappia come sei veramente,

 anche se qualcosa ti dice che agli uomini,

 in particolar modo  quelli meridionali come lui,

 non piacciono le donne troppo intraprendenti.

Infatti, questa poesia non riceve alcun commento.

 

Come una piuma

svolazzo senza sosta

inseguendo l’oltre,

sempre più in là

più in là...oltre …ancora.

Sorvolo l’infinito

senza pormi confini.

Dell’ampio mi soddisfo.

Del vasto mi compiaccio.

Dispersa nell’immane

conservo con vanto

l’indipendenza

della mia solitudine.

 

Come

una piuma alata del tutto

creo nell’immenso

la scia della libertà.

 

Ti impaurisci un po’. E se lo perdi?

Ma no... dopo tutto quello che vi siete scritti e detti,

dopo tutte le poesie dedicate a te,

colme di dolci baci sulla tua bocca rosea...

Gli mandi un’altra mail che forse potrebbe riscattarti.

Giochi con le parole, sfavilli, sei in estasi...

 

Quanti colori scintillanti.

Quanti riflessi vaganti

...sceglierne uno.

Come giocano le sfumature nostalgiche.

Come sfavillano le tonalità diaboliche.

...quel raggio vibrante

sono io.

Se mi vuoi catturare

forse ci riuscirai

un giorno.

Se mi vuoi fermare

forse mi raggiungerai

un giorno.

 

Nella magia dei bagliori

niente è più inebriante di fantasticare

libera di limiti e linee immaginarie

sogno di brillare.

Un giorno

in un baleno

qualcuno mi ha ammaliato

qualcuno mi ha annebbiato.

e

non splendo più

non vibro più.

 

Avrà solo l’egoismo

di chi vuole limitarmi

dove sboccia il pensiero.

 

continua...

Attenti !

 

Distance mail

 

(continua)

 

Silenzio. Non risponde. Che succede?

Non è possibile.

Un uomo aperto come lui non può non capire una donna moderna, indipendente,

 quella che si arrangia da sola e affronta la vita a testa alta, che ama il prossimo.

Ti rendi conto che,

di solito, gli uomini preferiscono le donnine deboli, sottomesse e compiacenti.

Tu non sei niente di tutto ciò, tu sei una battagliera, mangi la vita, tiri fuori le unghie.

 Sei socialmente attiva, combatti per la giustizia, cerchi di cambiare il mondo.

Lui di sicuro lo apprezza, perché lui è speciale. Non può essere altrimenti!

E’ vero che a volte racconta dei suoi risentimenti verso parenti o vicini.

“Tutti sono deficienti. Odio tutti. Da anni vivo al nord e nessuno mi accetta.

 Qui mi sento sempre un estraneo”

  si sfoga, perdendo il fiato nel rabbioso affanno.

Con fatica, cerchi di spiegargli che troppe sono le rigidità con cui affrontiamo la vita,

 troppi gli inutili blocchi, i divieti talvolta irrazionali.

Inutile.

L’odio fa parte di lui.

Ti senti un po’ delusa, perché quel lato del suo carattere non ti piace.

 Fa niente! lui è solo un eccentrico. Un poeta, uno scrittore.

 Ha diritto di mostrare qualche diversità, qualche “stravaganza”

Abbagliata da quell’idilliaco amore platonico, perdi il tuo buon senso.

La sua immagine che ti sei costruita  ti porta fuori della realtà.

Frettolosamente passi alla fase successiva, quella della seduzione.

 

Fiamma

mi chiamasti una volta… la tua.

Giocavi tra il fuoco dei capelli

eccitando le scintille

che stringevi tra le tue palme.

 

Rossa

la fiamma ornata di filo d’oro

rosso…il caldo vicino al viso

rossa…la passione che consuma

rosso…l’amore tempestoso.

 

Parlami

scaldandoti le mani tra i miei capelli

avvolgi al dito una piccola fiamma

ravviva il fuoco di riflessi rossi

aggiungi alla brace i miei caldi ricordi.

 

Il fuoco

arde in me segretamente

e timidamente rimane costante

…apro il cuore, avvampo di furia

e rischio di mutarmi in cenere grigia.

 

L’effetto immediato.

 

“Appena mi organizzo, arrivo”

“Dici davvero?”

E…, come una stupida, domandi

“Cosa dirai in casa?”

Che importa che ha moglie e figli. Cavoli suoi come si arrangia.

Tutta agitata, pulisci casa a fondo e pensi alle giornate che ti ha promesso.

Lo attendi con l’ansia di un’adolescente.

“ Spiacente, anche questa volta non posso.

Lo so, lo so, la terza volta che rimando. Non ti preoccupare.

 Arrivo. Questa cosa la devo fare.”

 

La deve  fare  “questa  cosa”.

Boh!

Ti perdi nell’interpretazione di questa frase, non dormi di notte.

 

Ti senti leggermente delusa. Scrivi due versi e non hai voglia di mandarglieli.

Quell’amore, tanto folle è intenso quanto  delicato e fragile, somiglia ad una farfalla

 

Appare

delicata

di fragile bellezza.

Veste

folli colori.

Impaziente

sparge polline ovunque

...sulla mente

...sui sogni notturni.

 

Anche se alla fine annuncia, trionfante, il suo arrivo,

non hai più quell’eccitante crampo allo stomaco che, solo al suo pensiero, ti prendeva.

L’incontro, così tanto fantasticato,  avviene in modo assolutamente banale.

Vi scrutate incuriositi.

Siete un po’ imbarazzati, due baci buttati nell’aria.

Nessun fiore.

Nessun battere del cuore.

Nessuna emozione.

Durante il delizioso pranzetto che hai preparato con cura, vi parlate.

Nessuna magia.

Non ti chiede come te la passi nella vita, se hai bisogno.

Osserva le tue unghie che hai limato accuratamente, i capelli pettinati infinite volte.

 Scruta le tue rughe intorno agli occhi,

 mascherate con uno strato spesso di fondotinta

 e fa scivolare lo sguardo sul tuo corpo ogni volta che ti alzi.

Corpo per niente perfetto, anche se martoriato da una guaina

 per nascondere pancia e glutei e dal reggiseno imbottito...

Nessun complimento.

Lo scopri nevrotico, rozzo, invadente.

Parla sempre. 

Di sé, del suo lavoro,

delle difficoltà che ultimamente affronta

e ti chiede se nella zona c’è  possibilità di qualche aggancio.

 Lo sa già che sei una persona importante e arrivata.

“Certo”,

dici con la solita comprensione, felice che ti coinvolga nella sua vita.

“Sarebbe un’idea. Se trovassi un altro lavoro qui,

saresti più spesso nella zona e ci potremmo vedere più spesso”

“E, beh, certo, fare ogni volta 400  chilometri per niente  sarebbe una follia”

Ti manca il respiro e ti cade il caviale dal cucchiaino.

“ Oh, scusami”,

ribadisce con un nervoso tic agli occhi.

“Non volevo dire questo, procurarmi lavoro qui e avere appoggio da te

sarebbe come prendere due piccioni con una fava,

 cioè…., volevo dire….,  mi capisci, la vita è quella che è...

Certo, la vita è quella che è.

 Forse ricavi anche tu qualcosa da questo incontro.

 Almeno un po’ di buon sesso. Da tanto non frequenti nessuno.

Il tuo tempo delle mele è passato da almeno mezzo secolo

e sei a corto di corteggiatori da un pezzo.

Cominci, però, a renderti conto

 che lui non è per niente attratto da te,

non vede in te una donna da amare, da desiderare.

 Ovviamente cerchi di ignorare questo insidioso sospetto, ma il dubbio ritorna.

Sei troppo intelligente per non capire che sei una preda,

una situazione di comodo.

Forse in questa relazione sei stata più in contatto

 con il tuo sogno di ”come potrebbe essere” che con la realtà dei fatti?

L’incantesimo si spezza.

All’ improvviso la sua voce torna di nuovo irritante

e quello sguardo profondo camuffato dagli occhiali

nasconde un segreto.

 Lui è orribilmente strabico. Lo sgradevole tic, per niente casuale, continua a persistere.

Il largo sorriso rivela i denti scarsi, cariati, di color caffè arabico.

Dopo pranzo ti propone un riposino. Vi stendete uno accanto l’altra.

Nessuna emozione.

Nessun bacio.

Ti domandi

“Cosa ci fa quel corpo nel mio letto”.

Abbracci con sforzo quella massa di ciccia così grezza.

“Farà mai la doccia? E quel fiato...”

Chiudi gli occhi e cerchi di riportare le sensazioni

 di tutti i magnifici momenti fatati vissuti fin ora. Ti ritornano alla mente tutte le speranze scritte, le aspettative...

Lo stringi con affetto, forte, forte.

Non risponde, le sue mani nemmeno ti sfiorano.

Ti rendi conto che quel corpo non ti appartiene.

Senti su di esso l’acuta presenza della moglie.

Volano via canottiera e calzini lavati da lei e sai di non avere alcun diritto su di lui.

 Senti agonizzare questo amore così immenso, così profondo...così immaginario.

Ti preme con frettolosa furia e uno strillato

 e nevrastenico orgasmo ti riporta alla realtà.

“Già fattooo?!” – commenti sbalordita.

Si alza di scatto

” Sai, sono di fretta, mi aspetta un lungo viaggio di ritorno”.

“Come, ho preparato un romantico programma per noi due,

ti volevo far vedere i luoghi dove vivo, non rimani a cena?”

“Ti chiamo appena arrivato a casa”

“Bene. Mandami una mail domani”

“Certo, certo”

risponde quasi seccato, levandoti le braccia dal suo collo.

“ Ti lascio il mio curriculum. Se trovi qualcosa, fammi sapere.”

Con le mani tremanti tiri fuori duecento euro per la benzina,

 perché non ha più soldi in contanti.

Monta in macchina e sai che non lo vedrai mai più.

Insieme al suo disgustoso corpo e volgare atteggiamento

 porta via tutti i tuoi sogni, le speranze, le illusioni.

La vostra virtuale empatia va in tilt.

Perché, una volta iniziate è cosi difficile interrompere queste relazioni,

 rinunciare al partner che ci sta trascinando nei vortice di una danza dolorosa e distruttiva...

Anche se ti senti messa in un angolo remoto della sua vita,

 ti piazzi davanti al computer e attendi invano almeno una riga.

Lo chiami ancora qualche volta e, tanto delusa quanto indifferente, torni presto su internet.

La freccia del mouse ti conduce di nuovo sul sito dei cuori solitari.

Componi una nuova poesia...

 

Come una farfalla, scaraventata

dalla raffica dell’avventura

percorro tutto il mondo

per perdermi

per ritrovarmi

e

per aprire

il mio cuore

i miei occhi

per ritornare giovane pazza

per rallentare il tempo

per farmi ingannare

e

per innamorarmi di nuovo.

 

Fine.

 

Daniela Karewicz

 

7月3日

Attenti !

 

 

Riferendosi al bellissimo spot di Friendly del 03. 07. 08

vorrei confermare che il mondo virtuale, per quanto riguarda l’amicizia,

funziona abbastanza bene.

Ma...quando ci immergiamo in quel mondo alla ricerca dell’amore,

 purtroppo, non sempre è così.

Seguendo i casi realmente accaduti

 ho riportato alcune vicende nel mio racconto

“Distance mail”.

 

 Attenti, potrebbe accadere anche peggio!!!

 

Daniela Karewicz

 

Distance mail.