Daniela 的个人资料Poeticamente parlando 2 照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
|
7月30日 La scalata della Montagana.In diretta...
Immobile, ormai avvolta dal buio della notte ascoltavo il canto notturno delle montagne... il vero io, la felicità, la purezza, l’eternità. Come la notte stellata, fissavo i quattro lati del mondo insieme a migliaia di altri occhi. Pregavo. La luna mi trovò danzante. Perle luminose ornavano il mio corpo e le falene vibravano tra le ciocche dei miei capelli. Danzavo al ritmo di tamburi tuonanti. Un vento impetuoso mi disegnava le ali, sollevava i miei piedi... tolsi gli ultimi catenacci e mi sentii volare. Ero libera. Ero la Vita stessa.
All’improvviso il cielo si è infiammato. Un violento temporale scosse l’universo.
La vita che conoscevo era finita. Durante quella scalata, conobbi la mia vera natura. E volevo andare avanti, anche se vulnerabile e scorticata, come l’albero a cui è stata strappata la corteccia. Il mio“vagabonding” aveva fatto sorgere una nuova vita. Ero decisissima a proseguire nel viaggio interiore: a qualunque costo avrei lasciato la vecchia vita, o una fase dell’esistenza per un’altra. L’alba mi sorprese ancora a meditare. I primi raggi del sole illuminavano il mio viso. Era giunta l’ora di tornare. Mi fermai al laghetto e di nuovo mi specchiai nelle sue acque fresche e limpide. Ero curiosa del mio novo io.
continua...
7月27日 La scalata della Montagnain diretta...
Emozionata, guardavo attorno. All’improvviso avvistai un piccolo laghetto che mi sorrideva dal fondo di una valle sassosa.
Lo raggiunsi e, affaticata,
mi sedetti su un masso sporgente dall’acqua.
Avevo sete e mi chinai per bere.
La mia immagine rifletteva quella di un albero
ripiegato su se stesso, come se fosse ferito.
Due occhi eccentrici color di bosco, occhi di una lupa,
mi fissavano dalla profondità.
Allungai la mano per tirare fuori almeno un ramo,
per offrirgli aiuto, ma la superficie si increspò:
l’albero si ribellava,
anche la lupa mostrava il suo scontento latrando
e la roccia tremava sotto di me.
Intuivo che volessero comunicarmi qualcosa,
mi sembrava che a loro piacesse restare in solitudine,
in quella solitudine mistica e solitaria,
che per loro fosse un modo di vivere, di essere forti e vincenti.
Riflettevo.
In fondo, il mio modo di essere mi aveva permesso di arrivare fin lì,
da sola.
Avevo mostrato di avere la capacità di selezionare
e tessere idee, pensieri, di reagire e di arrivare quasi in cima!
Mi sentivo una roccia, un albero, una lupa.
La mia psiche selvaggia sussurrava che,
per quanto sofferente fosse la mia psiche istintiva,
dovevo continuare, risalire in superficie,
crescere per cantare, correre, splendere.
Era arrivato il momento del canto e della corsa.
L’ultimo raggio di sole solleticava la mia schiena
e spingeva il mio sguardo verso l’orizzonte.
Potevo ammirarlo solo dalla cima, dalla mia torre preziosa,
così importante per la mia scalata.
Ormai, per raggiungerla ci voleva solo qualche minuto.
Da lassù, il tramonto mi stupì con l’incanto delle luci e dei suoi colori.
continua... 7月25日 La scalata della MontagnaIn diretta...
Continuavo a camminare trascinandomi con fatica e zoppicando. Fiori spinosi s’impigliavano nei vestiti e le rocce scoscese sbucciavano le mie braccia. Ogni tanto inciampavo sulle pietre.
Mi fermavo a guardarle e mi pareva di sentirle,
mi sembrava di ricevere e trasmettere immagini ed emozioni.
Avevo l’impressione che il tocco delle mie mani le cambiasse,
cominciavano a luccicare come preziose giade.
Le posavo in un minuscolo portagioielli a forma di un cuore
che ciondolava da sempre al mio polso.
Man mano le pietre aumentavano e tra un passo e l’altro
si sentivano i loro battiti come fossero chiacchiericci.
Mi faceva piacere averle con me,
mi tenevano compagnia e non mi sentivo più così sola.
A volte mi fermavo, aprivo l’astuccio, guardavo dentro e le accarezzavo,
sorridevo, raccontavo quello che succedeva fuori...
le vedevo brillare sempre di più
e mi facevano luce in quel luogo così tetro e oscuro.
Ripiegata su me stessa, con il ginocchio malconcio,
raccoglievo le forze per continuare a salire.
Il sentiero si snodava serpeggiante tra ghiaioni ed enormi macigni.
Ogni tanto alzavo la testa per cercare la cima.
Si mostrava eretta come una torre e avvolta da nubi
così dense da impedirle, a tratti, di venire fuori.
7月18日 On tte road
In diretta. La scalata della Montagna Eccomi qua, Montagna mia. Sono pronta a scalarti. Vorrei arrampicarmi sui tuoi ripidi pendii per arrivare alla cima. Vorrei sfidare le montagne sconosciute del mio inconscio per rinnovarmi, per trovare le risposte. Vorrei scavare nella tua natura selvaggia, per ritrovare la mia. Permettimi di salire sul tuo corpo e scoprire i tuoi misteri. Vorrei attingere dalla tua saggezza, trovare gli indizi su come trasformare la mia sofferenza, le negatività, le illusioni...
Contemplavo la possente e selvaggia catena che si stendeva dinanzi a me stringendo al cuore
una manciata di fiori di campo.
Il silenzio dell’alba e il profumo del vento coronavano il magnifico paesaggio.
Mi domandavo come fosse possibile percorrere tutte quelle vette, così diverse l’una dall’altra,
ne contavo almeno una decina.
Dieci cime, dieci mondi distinti, dieci direzioni diverse... e mi sono posta uno scopo:
conquistarne almeno una.
Senza fretta mi sono incamminata verso un sentiero che conduceva nel bosco.
continua...
7月14日 VagabondingIn diretta...
On the road...
A partire da quest’ora mi ordino libera di limite e linee immaginarie. Vado ove voglio totale e assoluta signora di me. Do ascolto agli altri considero bene quello che dicono m’arresto, ricerco, ricavo,contemplo... Dolcemente ma con volontà incoercibile mi svincolo dalle remore che trattenermi vorrebbero.
tratto da “Canto della strada” di Walt Whitman. 7月9日 Canto del Monte Luna
Un bell’astro risplende sul fiore nella valle. Se non vedi quei prati, non puoi sapere qual è il colore d’estate
Son di nuovo lì, a pensare, a sognare, a ricordare il mormorio dei torrenti, il fruscio degli alberi, i silenzi, gli odori, il sole sulla pelle. Son di nuovo li, a perdermi in roccioso serpeggiamento tra monti, monti che non altro che il canto avranno da me. Immota è la mia anima e chiara come le cime del meriggio
Verso sera ritrovo le orme lasciate la mattina. Sembra che qualcosa sia finito… Sembra che qualcosa sia perduto… che quel giorno, non tornerà mai più che quello che ho fatto quel giorno, non lo farò mai più. Sei ormai ombra nella nebbia, Montagna mia, e pure sorride l’immagine nel cuore sigillato. Nulla va perso nello spirito libero di libero cuore.
Daniela Karewicz
7月4日 Attenti !Distance mail
La tua mano e la mia che non si sfiorano mai. Il tuo sguardo e il mio che non si incontrano mai. Il tuo pensiero e il mio che si cercano nel silenzio della parola.
Con semplice sfogo del cuore la tua mente e la mia si tingono di colori per affondare nella nostra spiritualità per passeggiare sul limpido manto verde dell’anima in ascolto di noi stessi.
Quando cominci a far corrispondenza con qualche sconosciuto, lasci galoppare la fantasia e immagini che dall’altra parte del computer si trovi l’uomo dei tuoi sogni Quando, dopo le prime banali frasi, ti convinci che lui potrebbe essere veramente quello giusto, perché anche lui appartiene al tuo mondo, perché è intelligente e sensibile, inventi le strategie. Le tue armi di seduzione esplodono. Ti perdi nelle speranze e avvii a stuzzicarlo, provocarlo... e così cominciate a raccontarvi il passato, scambiate le idee, alla fine condividete situazioni accadute recentemente. Raccontate voi stessi...vi toccate l’anima. Scrivete il copione della vostra vita. Tu fai danzare le parole, diventi la prima ballerina. La magia delle mail vi insidia. “ Le mie poesie raccontano me”. Scrivi timidamente e poi confessi: “ Mi sento sola, il senso dell’abbandono è atroce. Senti questa...”
…troppo a lungo il sentiero dell’abbandono ci fa vagare
…troppo a lungo la pioggia del pensiero ci fa lacrimare
…troppo a lungo il gelo della solitudine ci fa tremare
Contemplo un bocciolo di rosa che freme sotto il peso di una goccia di rugiada …troppo a lungo ci fa sperare.
Mandi anche questa, a sorpresa, giusto per incoraggiarlo un po’.
Vorrei guardarti dormire entrare nei tuoi sogni per arrivare insieme alla tua più grande paura, rannicchiarmi accanto a te sussurrati una parola che ti difenda dalle ombre oscure, confortarti nella gelida notte e sfiorare il tuo respiro farlo entrare in me per poterlo scaldare… Guidarti mentre Sali i gradini dell’arcobaleno per aiutarti a cambiare i colori dei tuoi sogni.
Vorrei guardarti dormire…
Per fare la vittima, che fa sempre effetto, decidi di mandare qualcosa di ancora più profondo... Affondolo sguardo nella vita e guardo i pensieri che altri hanno pensato …l’amore non amato …l’odio non odiato Spaventoso il silenzio dei cuori. Tutto tace intorno. E io mi trovo lì in solitudine in mezzo a quel silenzio di perfidia. Stanca della realtà fremo di fantasia. I sogni offuscano la mia mente. Mente ondeggiante che mi fa andare lontano… Affondo nei miraggi velati della loro bellezza.
Finalmente lui si scioglie e ribadisce: “Ti mando i miei testi” Ma va! Arrivano decine di pagine di racconti vari e poesie disgustosamente sdolcinate... Perfetto. Preso! Leggi, incantata, tutto quanto. “Bravissimo sei! Complimenti davvero!” Non ti importa del contenuto, ti piace tutto di lui, bevi ogni sua parola, non riesci ad essere obiettiva. Attendi le sue mail con ansia, tieni il computer sempre acceso. Quando arrivano ti batte forte il cuore, sei in estasi. E’ arrivato il fanciullesco momento di scambiarsi le fotografie. Caspita. Scegli con cura quelle più belle. Che importa se sono di qualche anno fa quando avevi qualche chilo di meno. E’ vero, lui ti ha fatto capire che sogna una donna perfetta, “Sono un esteta. Non mi piacciono le donne trascurate con le unghie sporche o i capelli unti”. Mah! Arriva anche la sua foto. Non pretendi mica Brad Pitt. Coraggiosamente apri file e ti sorprendi quanto sei comprensiva. Che importa quella ruga di troppo, la calvizie estesa o il naso così grande. Ti aggrappi a quello sguardo, che vedi tanto profondo e sospiri “In fondo è l’anima che conta”. Lo metti sul desktop e lo guardi teneramente negli occhi nascosti dietro gli occhiali offuscati. Ah, questi occhiali lo rendono così intellettuale e misterioso! E quando mandi:
Sono dentro di te nel tuo profondo dentro i tuoi silenzi ...senza parole.
Sono dentro di me. Inerme e possente senza limiti vibro, volo, sento respiro.
Tocco l’anima mi ascolto ...corri con me.
ti mangi le unghie nell’attesa della risposta. Non riesci a crederci, quando arriva “Chissà se ci vedremo un giorno!”. Euforica rispondi subito “Perché no? Chiamami se vuoi” Ti sorprende con una voce strillante e sgradevole. Balbetta e non finisce le frasi, perde spesso il filo del discorso. Felice ed emozionata, lo giustifichi. “Che carino! Un’anima così sensibile non può sostenere l’imbarazzo del primo contatto al telefono”. La vostra comincia ad essere una storia. Ti abitui alla sua disordinata dialettica, alle sue battute a volte a sproposito. Quel fastidioso timbro della sua voce che penetra il tuo orecchio ogni volta che lo chiami ti sembra un canto d’amore. Vi parlate, vi scrivete, entrate in confidenza. Si! Ci siamo! Sicura di te, cominci a delineare la tua piccola dimensione personale. Giusto che lui sappia come sei veramente, anche se qualcosa ti dice che agli uomini, in particolar modo quelli meridionali come lui, non piacciono le donne troppo intraprendenti. Infatti, questa poesia non riceve alcun commento.
Come una piuma svolazzo senza sosta inseguendo l’oltre, sempre più in là più in là...oltre …ancora. Sorvolo l’infinito senza pormi confini. Dell’ampio mi soddisfo. Del vasto mi compiaccio. Dispersa nell’immane conservo con vanto l’indipendenza della mia solitudine.
Come una piuma alata del tutto creo nell’immenso la scia della libertà.
Ti impaurisci un po’. E se lo perdi? Ma no... dopo tutto quello che vi siete scritti e detti, dopo tutte le poesie dedicate a te, colme di dolci baci sulla tua bocca rosea... Gli mandi un’altra mail che forse potrebbe riscattarti. Giochi con le parole, sfavilli, sei in estasi...
Quanti colori scintillanti. Quanti riflessi vaganti ...sceglierne uno. Come giocano le sfumature nostalgiche. Come sfavillano le tonalità diaboliche. ...quel raggio vibrante sono io. Se mi vuoi catturare forse ci riuscirai un giorno. Se mi vuoi fermare forse mi raggiungerai un giorno.
Nella magia dei bagliori niente è più inebriante di fantasticare libera di limiti e linee immaginarie sogno di brillare. Un giorno in un baleno qualcuno mi ha ammaliato qualcuno mi ha annebbiato. e non splendo più non vibro più.
Avrà solo l’egoismo di chi vuole limitarmi là dove sboccia il pensiero.
continua... Attenti !
Distance mail
(continua)
Silenzio. Non risponde. Che succede?
Non è possibile.
Un uomo aperto come lui non può non capire una donna moderna, indipendente,
quella che si arrangia da sola e affronta la vita a testa alta, che ama il prossimo.
Ti rendi conto che,
di solito, gli uomini preferiscono le donnine deboli, sottomesse e compiacenti.
Tu non sei niente di tutto ciò, tu sei una battagliera, mangi la vita, tiri fuori le unghie.
Sei socialmente attiva, combatti per la giustizia, cerchi di cambiare il mondo.
Lui di sicuro lo apprezza, perché lui è speciale. Non può essere altrimenti!
E’ vero che a volte racconta dei suoi risentimenti verso parenti o vicini.
“Tutti sono deficienti. Odio tutti. Da anni vivo al nord e nessuno mi accetta.
Qui mi sento sempre un estraneo”
si sfoga, perdendo il fiato nel rabbioso affanno.
Con fatica, cerchi di spiegargli che troppe sono le rigidità con cui affrontiamo la vita,
troppi gli inutili blocchi, i divieti talvolta irrazionali.
Inutile.
L’odio fa parte di lui.
Ti senti un po’ delusa, perché quel lato del suo carattere non ti piace.
Fa niente! lui è solo un eccentrico. Un poeta, uno scrittore.
Ha diritto di mostrare qualche diversità, qualche “stravaganza”
Abbagliata da quell’idilliaco amore platonico, perdi il tuo buon senso.
La sua immagine che ti sei costruita ti porta fuori della realtà.
Frettolosamente passi alla fase successiva, quella della seduzione.
Fiamma
mi chiamasti una volta… la tua.
Giocavi tra il fuoco dei capelli
eccitando le scintille
che stringevi tra le tue palme.
Rossa
la fiamma ornata di filo d’oro
rosso…il caldo vicino al viso
rossa…la passione che consuma
rosso…l’amore tempestoso.
Parlami
scaldandoti le mani tra i miei capelli
avvolgi al dito una piccola fiamma
ravviva il fuoco di riflessi rossi
aggiungi alla brace i miei caldi ricordi.
Il fuoco
arde in me segretamente
e timidamente rimane costante
…apro il cuore, avvampo di furia
e rischio di mutarmi in cenere grigia.
L’effetto immediato.
“Appena mi organizzo, arrivo”
“Dici davvero?”
E…, come una stupida, domandi
“Cosa dirai in casa?”
Che importa che ha moglie e figli. Cavoli suoi come si arrangia.
Tutta agitata, pulisci casa a fondo e pensi alle giornate che ti ha promesso.
Lo attendi con l’ansia di un’adolescente.
“ Spiacente, anche questa volta non posso.
Lo so, lo so, la terza volta che rimando. Non ti preoccupare.
Arrivo. Questa cosa la devo fare.”
La deve fare “questa cosa”.
Boh!
Ti perdi nell’interpretazione di questa frase, non dormi di notte.
Ti senti leggermente delusa. Scrivi due versi e non hai voglia di mandarglieli.
Quell’amore, tanto folle è intenso quanto delicato e fragile, somiglia ad una farfalla
Appare
delicata
di fragile bellezza.
Veste
folli colori.
Impaziente
sparge polline ovunque
...sulla mente
...sui sogni notturni.
Anche se alla fine annuncia, trionfante, il suo arrivo,
non hai più quell’eccitante crampo allo stomaco che, solo al suo pensiero, ti prendeva.
L’incontro, così tanto fantasticato, avviene in modo assolutamente banale.
Vi scrutate incuriositi.
Siete un po’ imbarazzati, due baci buttati nell’aria.
Nessun fiore.
Nessun battere del cuore.
Nessuna emozione.
Durante il delizioso pranzetto che hai preparato con cura, vi parlate.
Nessuna magia.
Non ti chiede come te la passi nella vita, se hai bisogno.
Osserva le tue unghie che hai limato accuratamente, i capelli pettinati infinite volte.
Scruta le tue rughe intorno agli occhi,
mascherate con uno strato spesso di fondotinta
e fa scivolare lo sguardo sul tuo corpo ogni volta che ti alzi.
Corpo per niente perfetto, anche se martoriato da una guaina
per nascondere pancia e glutei e dal reggiseno imbottito...
Nessun complimento.
Lo scopri nevrotico, rozzo, invadente.
Parla sempre.
Di sé, del suo lavoro,
delle difficoltà che ultimamente affronta
e ti chiede se nella zona c’è possibilità di qualche aggancio.
Lo sa già che sei una persona importante e arrivata.
“Certo”,
dici con la solita comprensione, felice che ti coinvolga nella sua vita.
“Sarebbe un’idea. Se trovassi un altro lavoro qui,
saresti più spesso nella zona e ci potremmo vedere più spesso”
“E, beh, certo, fare ogni volta 400 chilometri per niente sarebbe una follia”
Ti manca il respiro e ti cade il caviale dal cucchiaino.
“ Oh, scusami”,
ribadisce con un nervoso tic agli occhi.
“Non volevo dire questo, procurarmi lavoro qui e avere appoggio da te
sarebbe come prendere due piccioni con una fava,
cioè…., volevo dire…., mi capisci, la vita è quella che è...
Certo, la vita è quella che è.
Forse ricavi anche tu qualcosa da questo incontro.
Almeno un po’ di buon sesso. Da tanto non frequenti nessuno.
Il tuo tempo delle mele è passato da almeno mezzo secolo
e sei a corto di corteggiatori da un pezzo.
Cominci, però, a renderti conto
che lui non è per niente attratto da te,
non vede in te una donna da amare, da desiderare.
Ovviamente cerchi di ignorare questo insidioso sospetto, ma il dubbio ritorna.
Sei troppo intelligente per non capire che sei una preda,
una situazione di comodo.
Forse in questa relazione sei stata più in contatto
con il tuo sogno di ”come potrebbe essere” che con la realtà dei fatti?
L’incantesimo si spezza.
All’ improvviso la sua voce torna di nuovo irritante
e quello sguardo profondo camuffato dagli occhiali
nasconde un segreto.
Lui è orribilmente strabico. Lo sgradevole tic, per niente casuale, continua a persistere.
Il largo sorriso rivela i denti scarsi, cariati, di color caffè arabico.
Dopo pranzo ti propone un riposino. Vi stendete uno accanto l’altra.
Nessuna emozione.
Nessun bacio.
Ti domandi
“Cosa ci fa quel corpo nel mio letto”.
Abbracci con sforzo quella massa di ciccia così grezza.
“Farà mai la doccia? E quel fiato...”
Chiudi gli occhi e cerchi di riportare le sensazioni
di tutti i magnifici momenti fatati vissuti fin ora. Ti ritornano alla mente tutte le speranze scritte, le aspettative...
Lo stringi con affetto, forte, forte.
Non risponde, le sue mani nemmeno ti sfiorano.
Ti rendi conto che quel corpo non ti appartiene.
Senti su di esso l’acuta presenza della moglie.
Volano via canottiera e calzini lavati da lei e sai di non avere alcun diritto su di lui.
Senti agonizzare questo amore così immenso, così profondo...così immaginario.
Ti preme con frettolosa furia e uno strillato
e nevrastenico orgasmo ti riporta alla realtà.
“Già fattooo?!” – commenti sbalordita.
Si alza di scatto
” Sai, sono di fretta, mi aspetta un lungo viaggio di ritorno”.
“Come, ho preparato un romantico programma per noi due,
ti volevo far vedere i luoghi dove vivo, non rimani a cena?”
“Ti chiamo appena arrivato a casa”
“Bene. Mandami una mail domani”
“Certo, certo”
risponde quasi seccato, levandoti le braccia dal suo collo.
“ Ti lascio il mio curriculum. Se trovi qualcosa, fammi sapere.”
Con le mani tremanti tiri fuori duecento euro per la benzina,
perché non ha più soldi in contanti.
Monta in macchina e sai che non lo vedrai mai più.
Insieme al suo disgustoso corpo e volgare atteggiamento
porta via tutti i tuoi sogni, le speranze, le illusioni.
La vostra virtuale empatia va in tilt.
Perché, una volta iniziate è cosi difficile interrompere queste relazioni,
rinunciare al partner che ci sta trascinando nei vortice di una danza dolorosa e distruttiva...
Anche se ti senti messa in un angolo remoto della sua vita,
ti piazzi davanti al computer e attendi invano almeno una riga.
Lo chiami ancora qualche volta e, tanto delusa quanto indifferente, torni presto su internet.
La freccia del mouse ti conduce di nuovo sul sito dei cuori solitari.
Componi una nuova poesia...
Come una farfalla, scaraventata
dalla raffica dell’avventura
percorro tutto il mondo
per perdermi
per ritrovarmi
e
per aprire
il mio cuore
i miei occhi
per ritornare giovane pazza
per rallentare il tempo
per farmi ingannare
e
per innamorarmi di nuovo.
Fine.
Daniela Karewicz
7月3日 Attenti !
Riferendosi al bellissimo spot di Friendly del 03. 07. 08
vorrei confermare che il mondo virtuale, per quanto riguarda l’amicizia,
funziona abbastanza bene.
Ma...quando ci immergiamo in quel mondo alla ricerca dell’amore,
purtroppo, non sempre è così.
Seguendo i casi realmente accaduti
ho riportato alcune vicende nel mio racconto
“Distance mail”.
Attenti, potrebbe accadere anche peggio!!!
Daniela Karewicz
|
|
|