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August 29 Il vagabondingAugust 25 Lanciarsi nell'avventura
Risvegliati prima dell’alba privo di preoccupazioni e cerca l’avventura.
A volte dobbiamo fuggire nelle solitudini aperti, nell’assenza di scopi, nella vacanza morale consistente nel correre puri rischi, per affilare la lama della vita, per saggiare le difficoltà ed essere costretti a sforzarsi disperatamente, vada come vada.
Il piacere di viaggiare è tutto negli ostacoli, nella fatica e anche nel pericolo. Che fascino possiamo trovare in un’escursione in cui siamo sicuri di raggiungere la meta, di avere i cavalli che ci aspettano, un letto morbido, un ottima cena e tutti gli agi e comodità di cui possiamo godere anche a casa nostra? Una delle grandi disgrazie della vita moderna è la mancanza di sorprese e l’assenza di avventure. Tutto è così bene organizzato.
August 18 I volti della MontagnaLa montagna nuziale.
Innamorata
stasera
la Montagna.
Vigorosa catena rocciosa
seduce
la valle innevata.
Cime e nubi
riaccese d’oro
si avvinghiano
nella lenta danza nuziale.
Celebra le nozze
l’universo divino
apre
i cieli focosi.
Folleggia
ebbro
il vento scarlatto
esplodono
pazzi
i fuochi.
Daniela Karewicz
August 12 I volti della MontagnaLa Montagna migrante Si perdono nei cieli plumbee creste di rocce. Con morboso abbraccio stringono inerti ghiacciai bianchi che attratti dalla vita si liberano calando lunghe vene ghiacciate. Ardenti nei propri sogni si sciolgono nevi. La linfa vitale scivola giù. Si svuota il ventre della Montagna. Discendono fragorose acque trascinando con sé le rocce colorate dei tempi remoti. Migrano pazze verso la piana per godersi la pigra valle verde cantando con nostalgico bisbiglio le loro memorie.
Daniela Karewicz August 11 I volti della MonagnaAugust 07 I volti della MontagnaAugust 03 La scalata della MontagnaIn diretta...
Dal velo sottile dell’acqua mi guardava una donna. La contemplavo, abbagliata... i suoi occhi erano argentei, i capelli stellati e la bocca assomigliava a un roseo fior di loto. Apparteneva tutta a se stessa, dignitosa e potente, e nel giusto modo distante. Era protetta da una solitudine superiore che solo la saggezza può dare. Era affascinante, diffondeva una fragranza selvaggia ed io desideravo ardentemente odorare quel profumo per sempre, volevo correre nel vento, scalare la montagna saltando di roccia in roccia, danzare nuda nella tempesta, sedere in perfetto silenzio, colorare le mani di pittura, di lacrime... Era la donna che tanto avevo cercato, selvaggia e libera di mostrare la sua vera essenza.
Mi girai per salutare la cima.
Tutta assolata brillava come se fosse stata ricoperta di gioielli.
Serena e con il cuore leggero, cominciai la discesa.
Il dolore al ginocchio si era attenuato e non zoppicavo più.
I miei passi erano scanditi dal ritmo della mia vittoria.
A squarcia gola recitavo i miei versi preferiti
e cantavo l’inno dei nati liberi.
Nam-myoho-renge-kyo
Nam-myoho-renge-kyo
Nam-myoho-renge-kyo
Fine.
Daniela Karewicz
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