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    August 29

    Il vagabonding

     

    farfalla

    Come una farfalla, scaraventata

    dalla raffica dell’avventura

    percorro tutto il mondo

    per perdermi

    per ritrovarmi

    e

    per aprire

    il mio cuore

    i miei occhi

    per ritornare giovane pazza

    per rallentare il tempo

    per farmi ingannare

    e

    per innamorarmi di nuovo.

     

    Daniela Karewicz

     

    August 25

    Lanciarsi nell'avventura

     

    Risvegliati prima dell’alba

    privo di preoccupazioni e cerca l’avventura.

     

    A volte dobbiamo fuggire nelle solitudini aperti,

    nell’assenza di scopi,

    nella vacanza morale

    consistente nel correre puri rischi,

    per affilare la lama della vita,

    per saggiare le difficoltà

    ed essere costretti a sforzarsi disperatamente,

    vada come vada.

     

    Il piacere di viaggiare è tutto negli ostacoli,

    nella fatica e anche nel pericolo.

    Che fascino possiamo trovare in un’escursione

    in cui siamo sicuri di raggiungere la meta,

    di avere i cavalli che ci aspettano,

    un letto morbido, un ottima cena

    e tutti gli agi e comodità

    di cui possiamo godere anche  a casa nostra?

    Una delle grandi disgrazie della vita moderna

    è la mancanza di sorprese e l’assenza di avventure.

    Tutto è così bene organizzato.

     

    August 18

    I volti della Montagna

     

    La montagna nuziale.

     

    La Montagna nuziale

     

    Innamorata

    stasera

    la Montagna.

    Vigorosa catena rocciosa

    seduce

    la valle innevata.

     

    Il tramonto

     

     Il tramonto incanta.

    Cime e nubi

    riaccese d’oro

    si avvinghiano

    nella lenta danza nuziale.

    Celebra le nozze

     l’universo divino

    apre

    i cieli focosi.

    Folleggia

    ebbro

     il vento scarlatto

    esplodono

    pazzi

    i fuochi.

     

    Cielo infuocato

     

    Daniela Karewicz

     
    August 12

    I volti della Montagna

     

    La Montagna migrante

     
    La Montagna migrante
     

    Si perdono nei cieli

    plumbee

    creste di rocce.

    Con morboso abbraccio

    stringono

    inerti ghiacciai bianchi

    che

     attratti dalla vita

    si liberano

    calando

    lunghe vene ghiacciate.

    Ardenti

    nei propri sogni

    si sciolgono nevi.

    La linfa vitale scivola giù.

    Si svuota

    il ventre della Montagna.

    Discendono

     fragorose acque

    trascinando con sé

    le rocce

    colorate dei tempi remoti.

    Migrano pazze verso la piana

    per godersi

    la pigra valle verde

     cantando

    con nostalgico bisbiglio

    le loro memorie.

     

    Daniela Karewicz

    August 11

    I volti della Monagna

     

    La Montagna silente

     
    La Montagna silente
     

    Silente

    la Montagna.

    Tacciono

    i picchi potenti

    cinti

    di nubi gravose.

    Tranquilla

    scende la pioggia.

    Grati gli abeti

    nei propri sogni

    si fanno cullare.

    Fumano

    lente

    nebbie stracciate.

    Attento il falco

    ascolta

    l’aria muta

    ....nessun pensiero

    plana.

     

    Circus_aeruginosus01

     

    Daniela Karewicz

    August 07

    I volti della Montagna

     

    La Montagna selvaggia

     

    La Montagna selvaggia

     
     

    Urla

    furente

    il torrente d’acciaio.

    Taglia la roccia nera.

    Le acque schiumose

    piombano

    inebriate

    trascinando giù

    l’inferno selvaggio.

    Cala la notte.

    Non dorme

    mai

    la Montagna.

    Vigorosa

    respira, pulsa

    ...vive.

     

    Daniela Karewicz

     

    August 03

    La scalata della Montagna

     
    In diretta...
     

    Dal velo sottile dell’acqua mi guardava una donna.

    La contemplavo, abbagliata...

    i suoi occhi erano argentei, i capelli stellati

    e la bocca assomigliava a un roseo fior di loto.

    Apparteneva tutta a se stessa,

    dignitosa e potente, e nel giusto modo distante.

    Era protetta da una solitudine superiore

    che solo la saggezza può dare.

    Era affascinante,

    diffondeva una fragranza selvaggia

    ed io desideravo ardentemente odorare quel profumo per sempre,

    volevo correre nel vento,

    scalare la montagna saltando di roccia in roccia,

     danzare nuda nella tempesta, sedere in perfetto silenzio,

    colorare le mani di pittura, di lacrime...

    Era la donna che tanto avevo cercato,

    selvaggia e libera di mostrare la sua vera essenza.

     

    Donna velata

     

    Mi girai per salutare la cima.

    Tutta assolata brillava come se fosse stata ricoperta di gioielli.

     

    La Montagna incantata

     

    Serena e con il cuore leggero,  cominciai la discesa.

    Il dolore al ginocchio si era attenuato e non  zoppicavo più.

    I miei passi erano scanditi dal ritmo della mia vittoria.

     

    Vittoria

     

    A squarcia gola  recitavo i miei versi preferiti

    e cantavo l’inno dei nati liberi.

     

    Nam-myoho-renge-kyo

    Nam-myoho-renge-kyo

    Nam-myoho-renge-kyo

     

     Fine.

     

    Daniela Karewicz

     

     

     

     

     

     

    July 30

    La scalata della Montagana.

     
    In diretta...
     

    Immobile, ormai avvolta dal buio della notte

    ascoltavo il canto notturno delle montagne...

    il vero io, la felicità, la purezza, l’eternità.

    Come la notte stellata, fissavo i quattro lati del mondo

    insieme a migliaia di altri occhi.

    Pregavo.

    La luna mi trovò danzante.

    Perle luminose ornavano il mio corpo

     e le falene vibravano tra le ciocche dei miei capelli.

    Danzavo al ritmo di tamburi tuonanti.

    Un vento impetuoso mi disegnava le ali, sollevava i miei piedi...

      tolsi gli ultimi catenacci e mi sentii volare.

    Ero libera. Ero la Vita stessa.

     

    La vita
     

    All’improvviso il cielo si è infiammato.

    Un violento temporale scosse  l’universo.

     

    Cielo infuocato
     

    La vita che conoscevo era finita.

    Durante quella scalata, conobbi la mia vera  natura.

    E volevo andare avanti, anche se vulnerabile e scorticata,

    come l’albero a cui è stata strappata la corteccia.

    Il mio“vagabonding” aveva fatto sorgere una nuova vita.

    Ero decisissima a proseguire nel viaggio interiore:

     a qualunque costo avrei lasciato la vecchia vita,

     o una fase dell’esistenza per un’altra.

    L’alba mi sorprese ancora a meditare.

    I primi raggi del sole illuminavano il mio viso.

    Era giunta l’ora di tornare.  

    Mi  fermai al laghetto e di nuovo mi specchiai

    nelle sue acque fresche e limpide.

    Ero curiosa del mio novo io.

     

    continua...

     

     

     

    July 27

    La scalata della Montagna

     
    in diretta...

    Emozionata, guardavo attorno.

    All’improvviso avvistai un piccolo laghetto

     che mi sorrideva dal fondo di una valle sassosa.

     

    Laghetto incantato

     

    Lo raggiunsi  e, affaticata,

    mi sedetti su un masso sporgente dall’acqua.

     Avevo sete e mi  chinai per bere.

     La mia immagine rifletteva quella di un albero

    ripiegato su se stesso, come se fosse ferito. 

    Due occhi eccentrici color di bosco, occhi di una lupa,

    mi fissavano dalla profondità.

    Allungai la mano per tirare fuori almeno  un ramo,

    per offrirgli aiuto, ma la superficie si increspò:

    l’albero si ribellava,

    anche la lupa mostrava il suo scontento latrando

     e la roccia tremava sotto di me.

    Intuivo che volessero comunicarmi qualcosa,

    mi sembrava che a loro piacesse restare in solitudine,

    in quella solitudine mistica e solitaria,

    che per loro fosse  un modo di vivere, di essere  forti e vincenti.

    Riflettevo.

     In fondo, il mio modo di essere mi aveva permesso di arrivare fin lì,

    da sola.

    Avevo mostrato di avere la capacità di selezionare

     e tessere idee, pensieri, di reagire e di arrivare quasi in cima! 

    Mi sentivo una roccia, un albero, una lupa.

    La mia psiche selvaggia sussurrava che,

     per quanto sofferente fosse la mia psiche istintiva,

    dovevo continuare, risalire in superficie,

    crescere per cantare, correre, splendere.

    Era arrivato il momento del canto e della corsa.

    L’ultimo raggio di sole solleticava la mia schiena

    e spingeva il mio sguardo verso l’orizzonte.

     Potevo ammirarlo solo dalla cima, dalla mia torre preziosa,

     così importante per la mia scalata.

    Ormai, per  raggiungerla  ci voleva solo qualche minuto.

     

    Il tramonto

     

     

     

    Da lassù, il tramonto mi stupì con l’incanto delle luci e dei suoi colori.

     

    continua...

    July 25

    La scalata della Montagna

     
    In diretta...
     

    Continuavo a camminare trascinandomi con fatica e zoppicando.

    Fiori spinosi s’impigliavano nei vestiti

    e le rocce scoscese sbucciavano le mie braccia.

    Ogni tanto inciampavo sulle pietre.

     

    La scalata della montagna

     

    Mi fermavo a guardarle e mi pareva di sentirle,

    mi sembrava di ricevere e trasmettere immagini ed emozioni.

    Avevo l’impressione che il tocco delle mie mani le cambiasse,

    cominciavano a luccicare come preziose giade.

    Le posavo in un minuscolo portagioielli a forma di un cuore

    che ciondolava da sempre al mio polso.

    Man mano le pietre aumentavano e tra un passo e l’altro

    si sentivano i loro battiti come fossero chiacchiericci.

    Mi faceva piacere averle con me,

    mi tenevano compagnia e non mi sentivo più così sola.

    A volte mi fermavo, aprivo l’astuccio, guardavo dentro e le accarezzavo,

    sorridevo, raccontavo  quello che succedeva fuori...

     le vedevo brillare sempre di più

    e mi facevano luce in quel luogo così tetro e oscuro.

    Ripiegata su me stessa, con il ginocchio malconcio,

    raccoglievo le forze per continuare a salire.

     Il sentiero si snodava serpeggiante tra ghiaioni ed enormi macigni.

     Ogni tanto alzavo la testa per cercare la  cima.

    Si mostrava eretta  come una torre e avvolta da nubi

    così dense da impedirle, a tratti, di venire fuori.

     

    La scalata della montagna

     

    Continua...

     
     
     
    July 18

    On tte road

     

    In diretta.

    La scalata della Montagna

    La scalata della Montagna

    Eccomi qua, Montagna mia. Sono pronta a scalarti.

    Vorrei arrampicarmi sui   tuoi ripidi pendii per arrivare alla cima.

    Vorrei sfidare le montagne sconosciute del mio inconscio per rinnovarmi,

    per trovare le risposte.

    Vorrei scavare nella tua natura selvaggia, per ritrovare la mia.

    Permettimi di salire sul tuo corpo e scoprire i tuoi misteri.

    Vorrei attingere dalla tua saggezza, trovare gli indizi su come trasformare

     la mia sofferenza, le negatività, le illusioni...

     

    Le cime

     

    Contemplavo la possente e selvaggia catena che si stendeva dinanzi a me stringendo al cuore

    una manciata di fiori di campo.

    Il silenzio dell’alba e il profumo del vento coronavano il magnifico paesaggio.

    Mi domandavo come fosse possibile percorrere tutte quelle vette, così diverse l’una dall’altra,

    ne contavo almeno una decina.

    Dieci cime, dieci mondi distinti, dieci direzioni diverse... e mi sono posta uno scopo:

     conquistarne almeno una.

    Senza fretta mi sono incamminata verso un sentiero che conduceva nel bosco.

     

    continua...

     

     

     

    July 14

    Vagabonding

     
    In diretta...
     
    In the round
     

    On the road...

     

    A partire da quest’ora mi ordino libera

    di limite e linee immaginarie.

    Vado ove voglio

    totale e assoluta signora di me.

    Do ascolto agli altri

    considero bene quello che dicono

    m’arresto, ricerco, ricavo,contemplo...

    Dolcemente

    ma con volontà incoercibile

    mi svincolo dalle remore che trattenermi vorrebbero.

     

    tratto da “Canto della strada”

    di

    Walt Whitman.

    July 09

    Canto del Monte Luna

     

    Monte Luna

    Un bell’astro risplende sul fiore nella valle.

    Se non vedi quei prati,

    non puoi sapere qual è il colore d’estate

     

    Son di nuovo lì,

    a pensare, a sognare,

    a ricordare

    il mormorio dei torrenti, il fruscio degli alberi,

    i silenzi, gli odori, il sole sulla pelle.

    Son di nuovo li,

    a perdermi in roccioso serpeggiamento tra monti,

    monti che non altro che il canto avranno da me.

    Immota è la mia anima e chiara come le cime del meriggio

     

    Verso sera ritrovo le orme lasciate la mattina.

    Sembra

    che qualcosa sia finito…

    Sembra

    che qualcosa sia perduto…

    che quel giorno, non tornerà mai più

    che  quello che ho fatto quel giorno, non lo farò mai più.

    Sei ormai ombra nella nebbia, Montagna mia,

    e pure sorride l’immagine nel cuore sigillato.

    Nulla va perso nello spirito libero di libero cuore.

     

    Daniela Karewicz

     

    July 04

    Attenti !

     

    Distance mail

     

    La tua mano

    e la mia

    che non si sfiorano

    mai.

    Il tuo sguardo

    e il mio

    che non si incontrano

    mai.

    Il tuo pensiero

    e il mio

    che si cercano

    nel silenzio della parola.

     

    Con

    semplice sfogo del cuore

    la tua mente

    e la mia

    si tingono di colori

    per affondare

    nella nostra spiritualità

    per passeggiare

    sul

    limpido manto verde dell’anima

    in ascolto

    di noi stessi.

     

    Quando cominci a far corrispondenza con qualche sconosciuto,

    lasci galoppare la fantasia

     e immagini

    che dall’altra parte del computer si trovi l’uomo dei tuoi sogni

    Quando, dopo le prime banali frasi,

     ti convinci che lui potrebbe essere veramente quello giusto,

    perché anche lui appartiene al tuo mondo,

    perché è intelligente e sensibile,

     inventi le strategie.

    Le tue armi di seduzione esplodono.

     Ti perdi nelle speranze e avvii a stuzzicarlo, provocarlo...

    e così cominciate a raccontarvi il passato, scambiate le idee,

    alla fine condividete situazioni accadute recentemente.

     Raccontate voi stessi...vi toccate l’anima. Scrivete il copione della vostra vita.

    Tu fai danzare le parole, diventi la prima ballerina. La magia delle mail vi insidia.

    “ Le mie poesie raccontano me”.

    Scrivi timidamente e poi confessi:

    “ Mi sento sola, il senso dell’abbandono è atroce. Senti questa...”

     

    …troppo a lungo

    il sentiero dell’abbandono

    ci fa vagare

     

    …troppo a lungo

    la pioggia del pensiero

    ci fa lacrimare

     

    …troppo a lungo

    il gelo della solitudine

    ci fa tremare

     

    Contemplo

    un bocciolo di rosa

    che freme sotto il peso

    di una goccia di rugiada

    …troppo a lungo

    ci fa sperare.

     

    Mandi anche questa, a sorpresa, giusto per incoraggiarlo un po’.

     

    Vorrei guardarti dormire

    entrare nei tuoi sogni

    per arrivare insieme

    alla tua più grande paura,

    rannicchiarmi accanto a te

    sussurrati una parola

    che ti difenda

    dalle ombre oscure,

    confortarti nella gelida notte

    e sfiorare il tuo respiro

    farlo entrare in me

    per poterlo scaldare…

    Guidarti mentre Sali

    i gradini dell’arcobaleno

    per aiutarti a cambiare

    i colori dei tuoi sogni.

     

    Vorrei guardarti dormire…

     

    Per fare la vittima, che fa sempre effetto,

    decidi di mandare qualcosa di ancora più profondo...

     

    Affondo

    lo sguardo nella vita

    e guardo i pensieri

    che altri

    hanno pensato

    …l’amore non amato

    …l’odio non odiato

    Spaventoso

    il silenzio dei cuori.

    Tutto tace intorno.

    E io mi trovo lì

    in solitudine

    in mezzo a quel

    silenzio di perfidia.

    Stanca

    della realtà

    fremo di fantasia.

    I sogni

    offuscano la mia mente.

    Mente ondeggiante

    che mi fa andare

    lontano…

    Affondo

    nei miraggi

    velati

    della loro bellezza.

     

    Finalmente lui si scioglie e ribadisce:

    “Ti mando i miei testi”

    Ma va!

    Arrivano decine di pagine di racconti vari e poesie disgustosamente sdolcinate...

    Perfetto.

    Preso!

    Leggi, incantata, tutto quanto.

    “Bravissimo sei! Complimenti davvero!”

    Non ti importa del contenuto, ti piace tutto di lui,

    bevi ogni sua parola, non riesci ad essere obiettiva.

    Attendi le sue mail con ansia, tieni il computer sempre acceso.

    Quando arrivano ti batte forte il cuore, sei in estasi.

    E’ arrivato il fanciullesco momento di scambiarsi le fotografie.

    Caspita. Scegli con cura quelle più belle.

    Che importa se sono di qualche anno fa quando avevi qualche chilo di meno.

    E’ vero, lui ti ha fatto capire che sogna una donna perfetta,

    “Sono un esteta. Non mi piacciono le donne trascurate con le unghie sporche o i capelli unti”.

    Mah!

    Arriva anche la sua foto. Non pretendi mica Brad Pitt.

     Coraggiosamente apri file e ti sorprendi quanto sei comprensiva.

    Che importa quella ruga di troppo, la calvizie estesa o il naso così grande.

    Ti aggrappi a quello sguardo, che vedi tanto profondo e sospiri

    “In fondo è l’anima che conta”.

    Lo metti sul desktop

     e lo guardi teneramente negli occhi nascosti dietro gli occhiali offuscati.

     Ah, questi occhiali lo rendono così intellettuale e misterioso!

    E quando mandi:

     

    Sono dentro di te

    nel tuo profondo

    dentro i tuoi silenzi

    ...senza parole.

     

    Sono dentro di me.

    Inerme e possente

    senza limiti

    vibro, volo, sento

    respiro.

     

    Tocco l’anima

    mi ascolto

    ...corri con me.

     

    ti mangi le unghie nell’attesa della risposta.

    Non riesci a crederci, quando arriva

    “Chissà se ci vedremo un giorno!”.

    Euforica rispondi subito

    “Perché no? Chiamami se vuoi”

    Ti sorprende con una voce strillante e sgradevole.

     Balbetta e non finisce le frasi, perde spesso il filo del discorso.

    Felice ed emozionata, lo giustifichi.

    “Che carino! Un’anima così sensibile

     non può sostenere l’imbarazzo del primo contatto al telefono”.

    La vostra comincia ad essere una storia.

    Ti abitui alla sua disordinata dialettica,

     alle sue battute a volte a sproposito.

    Quel fastidioso timbro della sua voce

     che penetra il tuo orecchio ogni volta

    che lo chiami ti sembra un canto d’amore.

    Vi parlate, vi scrivete, entrate in confidenza.

    Si! Ci siamo!

    Sicura di te, cominci a delineare la tua piccola dimensione personale.

    Giusto che lui sappia come sei veramente,

     anche se qualcosa ti dice che agli uomini,

     in particolar modo  quelli meridionali come lui,

     non piacciono le donne troppo intraprendenti.

    Infatti, questa poesia non riceve alcun commento.

     

    Come una piuma

    svolazzo senza sosta

    inseguendo l’oltre,

    sempre più in là

    più in là...oltre …ancora.

    Sorvolo l’infinito

    senza pormi confini.

    Dell’ampio mi soddisfo.

    Del vasto mi compiaccio.

    Dispersa nell’immane

    conservo con vanto

    l’indipendenza

    della mia solitudine.

     

    Come

    una piuma alata del tutto

    creo nell’immenso

    la scia della libertà.

     

    Ti impaurisci un po’. E se lo perdi?

    Ma no... dopo tutto quello che vi siete scritti e detti,

    dopo tutte le poesie dedicate a te,

    colme di dolci baci sulla tua bocca rosea...

    Gli mandi un’altra mail che forse potrebbe riscattarti.

    Giochi con le parole, sfavilli, sei in estasi...

     

    Quanti colori scintillanti.

    Quanti riflessi vaganti

    ...sceglierne uno.

    Come giocano le sfumature nostalgiche.

    Come sfavillano le tonalità diaboliche.

    ...quel raggio vibrante

    sono io.

    Se mi vuoi catturare

    forse ci riuscirai

    un giorno.

    Se mi vuoi fermare

    forse mi raggiungerai

    un giorno.

     

    Nella magia dei bagliori

    niente è più inebriante di fantasticare

    libera di limiti e linee immaginarie

    sogno di brillare.

    Un giorno

    in un baleno

    qualcuno mi ha ammaliato

    qualcuno mi ha annebbiato.

    e

    non splendo più

    non vibro più.

     

    Avrà solo l’egoismo

    di chi vuole limitarmi

    dove sboccia il pensiero.

     

    continua...

    Attenti !

     

    Distance mail

     

    (continua)

     

    Silenzio. Non risponde. Che succede?

    Non è possibile.

    Un uomo aperto come lui non può non capire una donna moderna, indipendente,

     quella che si arrangia da sola e affronta la vita a testa alta, che ama il prossimo.

    Ti rendi conto che,

    di solito, gli uomini preferiscono le donnine deboli, sottomesse e compiacenti.

    Tu non sei niente di tutto ciò, tu sei una battagliera, mangi la vita, tiri fuori le unghie.

     Sei socialmente attiva, combatti per la giustizia, cerchi di cambiare il mondo.

    Lui di sicuro lo apprezza, perché lui è speciale. Non può essere altrimenti!

    E’ vero che a volte racconta dei suoi risentimenti verso parenti o vicini.

    “Tutti sono deficienti. Odio tutti. Da anni vivo al nord e nessuno mi accetta.

     Qui mi sento sempre un estraneo”

      si sfoga, perdendo il fiato nel rabbioso affanno.

    Con fatica, cerchi di spiegargli che troppe sono le rigidità con cui affrontiamo la vita,

     troppi gli inutili blocchi, i divieti talvolta irrazionali.

    Inutile.

    L’odio fa parte di lui.

    Ti senti un po’ delusa, perché quel lato del suo carattere non ti piace.

     Fa niente! lui è solo un eccentrico. Un poeta, uno scrittore.

     Ha diritto di mostrare qualche diversità, qualche “stravaganza”

    Abbagliata da quell’idilliaco amore platonico, perdi il tuo buon senso.

    La sua immagine che ti sei costruita  ti porta fuori della realtà.

    Frettolosamente passi alla fase successiva, quella della seduzione.

     

    Fiamma

    mi chiamasti una volta… la tua.

    Giocavi tra il fuoco dei capelli

    eccitando le scintille

    che stringevi tra le tue palme.

     

    Rossa

    la fiamma ornata di filo d’oro

    rosso…il caldo vicino al viso

    rossa…la passione che consuma

    rosso…l’amore tempestoso.

     

    Parlami

    scaldandoti le mani tra i miei capelli

    avvolgi al dito una piccola fiamma

    ravviva il fuoco di riflessi rossi

    aggiungi alla brace i miei caldi ricordi.

     

    Il fuoco

    arde in me segretamente

    e timidamente rimane costante

    …apro il cuore, avvampo di furia

    e rischio di mutarmi in cenere grigia.

     

    L’effetto immediato.

     

    “Appena mi organizzo, arrivo”

    “Dici davvero?”

    E…, come una stupida, domandi

    “Cosa dirai in casa?”

    Che importa che ha moglie e figli. Cavoli suoi come si arrangia.

    Tutta agitata, pulisci casa a fondo e pensi alle giornate che ti ha promesso.

    Lo attendi con l’ansia di un’adolescente.

    “ Spiacente, anche questa volta non posso.

    Lo so, lo so, la terza volta che rimando. Non ti preoccupare.

     Arrivo. Questa cosa la devo fare.”

     

    La deve  fare  “questa  cosa”.

    Boh!

    Ti perdi nell’interpretazione di questa frase, non dormi di notte.

     

    Ti senti leggermente delusa. Scrivi due versi e non hai voglia di mandarglieli.

    Quell’amore, tanto folle è intenso quanto  delicato e fragile, somiglia ad una farfalla

     

    Appare

    delicata

    di fragile bellezza.

    Veste

    folli colori.

    Impaziente

    sparge polline ovunque

    ...sulla mente

    ...sui sogni notturni.

     

    Anche se alla fine annuncia, trionfante, il suo arrivo,

    non hai più quell’eccitante crampo allo stomaco che, solo al suo pensiero, ti prendeva.

    L’incontro, così tanto fantasticato,  avviene in modo assolutamente banale.

    Vi scrutate incuriositi.

    Siete un po’ imbarazzati, due baci buttati nell’aria.

    Nessun fiore.

    Nessun battere del cuore.

    Nessuna emozione.

    Durante il delizioso pranzetto che hai preparato con cura, vi parlate.

    Nessuna magia.

    Non ti chiede come te la passi nella vita, se hai bisogno.

    Osserva le tue unghie che hai limato accuratamente, i capelli pettinati infinite volte.

     Scruta le tue rughe intorno agli occhi,

     mascherate con uno strato spesso di fondotinta

     e fa scivolare lo sguardo sul tuo corpo ogni volta che ti alzi.

    Corpo per niente perfetto, anche se martoriato da una guaina

     per nascondere pancia e glutei e dal reggiseno imbottito...

    Nessun complimento.

    Lo scopri nevrotico, rozzo, invadente.

    Parla sempre. 

    Di sé, del suo lavoro,

    delle difficoltà che ultimamente affronta

    e ti chiede se nella zona c’è  possibilità di qualche aggancio.

     Lo sa già che sei una persona importante e arrivata.

    “Certo”,

    dici con la solita comprensione, felice che ti coinvolga nella sua vita.

    “Sarebbe un’idea. Se trovassi un altro lavoro qui,

    saresti più spesso nella zona e ci potremmo vedere più spesso”

    “E, beh, certo, fare ogni volta 400  chilometri per niente  sarebbe una follia”

    Ti manca il respiro e ti cade il caviale dal cucchiaino.

    “ Oh, scusami”,

    ribadisce con un nervoso tic agli occhi.

    “Non volevo dire questo, procurarmi lavoro qui e avere appoggio da te

    sarebbe come prendere due piccioni con una fava,

     cioè…., volevo dire….,  mi capisci, la vita è quella che è...

    Certo, la vita è quella che è.

     Forse ricavi anche tu qualcosa da questo incontro.

     Almeno un po’ di buon sesso. Da tanto non frequenti nessuno.

    Il tuo tempo delle mele è passato da almeno mezzo secolo

    e sei a corto di corteggiatori da un pezzo.

    Cominci, però, a renderti conto

     che lui non è per niente attratto da te,

    non vede in te una donna da amare, da desiderare.

     Ovviamente cerchi di ignorare questo insidioso sospetto, ma il dubbio ritorna.

    Sei troppo intelligente per non capire che sei una preda,

    una situazione di comodo.

    Forse in questa relazione sei stata più in contatto

     con il tuo sogno di ”come potrebbe essere” che con la realtà dei fatti?

    L’incantesimo si spezza.

    All’ improvviso la sua voce torna di nuovo irritante

    e quello sguardo profondo camuffato dagli occhiali

    nasconde un segreto.

     Lui è orribilmente strabico. Lo sgradevole tic, per niente casuale, continua a persistere.

    Il largo sorriso rivela i denti scarsi, cariati, di color caffè arabico.

    Dopo pranzo ti propone un riposino. Vi stendete uno accanto l’altra.

    Nessuna emozione.

    Nessun bacio.

    Ti domandi

    “Cosa ci fa quel corpo nel mio letto”.

    Abbracci con sforzo quella massa di ciccia così grezza.

    “Farà mai la doccia? E quel fiato...”

    Chiudi gli occhi e cerchi di riportare le sensazioni

     di tutti i magnifici momenti fatati vissuti fin ora. Ti ritornano alla mente tutte le speranze scritte, le aspettative...

    Lo stringi con affetto, forte, forte.

    Non risponde, le sue mani nemmeno ti sfiorano.

    Ti rendi conto che quel corpo non ti appartiene.

    Senti su di esso l’acuta presenza della moglie.

    Volano via canottiera e calzini lavati da lei e sai di non avere alcun diritto su di lui.

     Senti agonizzare questo amore così immenso, così profondo...così immaginario.

    Ti preme con frettolosa furia e uno strillato

     e nevrastenico orgasmo ti riporta alla realtà.

    “Già fattooo?!” – commenti sbalordita.

    Si alza di scatto

    ” Sai, sono di fretta, mi aspetta un lungo viaggio di ritorno”.

    “Come, ho preparato un romantico programma per noi due,

    ti volevo far vedere i luoghi dove vivo, non rimani a cena?”

    “Ti chiamo appena arrivato a casa”

    “Bene. Mandami una mail domani”

    “Certo, certo”

    risponde quasi seccato, levandoti le braccia dal suo collo.

    “ Ti lascio il mio curriculum. Se trovi qualcosa, fammi sapere.”

    Con le mani tremanti tiri fuori duecento euro per la benzina,

     perché non ha più soldi in contanti.

    Monta in macchina e sai che non lo vedrai mai più.

    Insieme al suo disgustoso corpo e volgare atteggiamento

     porta via tutti i tuoi sogni, le speranze, le illusioni.

    La vostra virtuale empatia va in tilt.

    Perché, una volta iniziate è cosi difficile interrompere queste relazioni,

     rinunciare al partner che ci sta trascinando nei vortice di una danza dolorosa e distruttiva...

    Anche se ti senti messa in un angolo remoto della sua vita,

     ti piazzi davanti al computer e attendi invano almeno una riga.

    Lo chiami ancora qualche volta e, tanto delusa quanto indifferente, torni presto su internet.

    La freccia del mouse ti conduce di nuovo sul sito dei cuori solitari.

    Componi una nuova poesia...

     

    Come una farfalla, scaraventata

    dalla raffica dell’avventura

    percorro tutto il mondo

    per perdermi

    per ritrovarmi

    e

    per aprire

    il mio cuore

    i miei occhi

    per ritornare giovane pazza

    per rallentare il tempo

    per farmi ingannare

    e

    per innamorarmi di nuovo.

     

    Fine.

     

    Daniela Karewicz

     

    July 03

    Attenti !

     

     

    Riferendosi al bellissimo spot di Friendly del 03. 07. 08

    vorrei confermare che il mondo virtuale, per quanto riguarda l’amicizia,

    funziona abbastanza bene.

    Ma...quando ci immergiamo in quel mondo alla ricerca dell’amore,

     purtroppo, non sempre è così.

    Seguendo i casi realmente accaduti

     ho riportato alcune vicende nel mio racconto

    “Distance mail”.

     

     Attenti, potrebbe accadere anche peggio!!!

     

    Daniela Karewicz

     

    Distance mail.

    June 29

    Dimmi di sì...

     

     Non dire mai di No.

     

    Una mente negativa è sempre egoista.

    Osserva: L’ego si nutre di no.

    Quando dici di no, ego appare.

    ha bisogno della lotta, della sfida;

    Un egoista cerca sempre la lotta:

    con qualcuno, con qualcosa in qualunque situazione.

     Cerca sempre qualcosa a cui dire no,

     qualcosa su cui vincere, su cui essere vittorioso.

    L’ego è violento, e il no è la violenza più sottile che esista.

    L’ego è creato dall’attitudine negativa

    Il no è l’impurità. Tu neghi, distruggi.

    Il no è distruttivo, è una sottile distruzione; non usarla mai.

    Abbandonalo quando più ti è possibile.

    Il no è una bruttura

    Il si è magnifico...

    L’attitudine positiva annulla ego.

    June 27

    Nonna svitata

     

    Questo scritto è stato presentato al teatro durante Festa dei Nonni 2007.

    Nonna svitata.

    Nonna svitata.

    Che passeggiata! Ho fatto almeno due chilometri.

    Un po’ di ginnastica, eh?

    Ci vuole la ginnastica, ragazzi. E anche la dieta. Alla nostra età...

    Eh, sono vecchia, ho ‘ant’anni io!

    Ma come sto? Eh! Mica male!

    Scalo anche le montagne.

     Questa estate sono arrivata alle tre cime di Lavaredo.

    A piedi! Dalla Val Fiscalina!

    Ho abbordato anche un giovanotto, anche lui di ‘ant’anni.

    He, He, He.

     

    Guarda chi c’è!

    Hei, hei, Federica, dove vai?

    Vieni qua dalla nonna.

    Federicaaaa.

    Se n’è andata.

    Ora le telefono...

     

    Federica, dove sei?

    Alle giostre?

    Di nuovo! Sei sempre in giro, invece di studiare.

    Mi hai promesso di venire al teatro.

    Come perché!  C’è la festa dei nonni.

    Che dici!?!. La noia?

    Come?

    Vieni se ti do 10 euro?.

    Ma te li ho dati ieri  20.

    Pensavo che mi comprassi un regalino per la festa dei nonni.

    Cosa? Ti sei comprata gli orecchini?

    No, non te li do altri 10 euro oggi, vai da nonno.

    Vieni almeno a cena dalla nonna.

    Ho preparato la torta per la mia festa.

    Cosa?

    Sei a dieta? Eh? Vuoi fare la televisione?

    Ohi,ohi,  Federica, cosa hai per la testa!?

     

    La mia nipotina

    quella peste di ragazzina

    a tredici anni

    sogna già far la velina.

     

    Non vuole mai obbedire,

    di marca pretende vestire

    ...non so più che fare.

    Di rabbia mi fa morire.

     

    Regali sempre chiede,

    mi mette sottopiede.

    Io lo rifiuto!!!

    Vediamo che succede!

     

    Ultimamente

    tutta agitata

    il motorino reclama.

    Viziata!

    Al massimo skateboard le presto

    ...sono una nonna svitata!

     

    Daniela Karewicz

     

     

     

     

     

    June 24

    Coccinella

     
    Lo sapevate che...
     
     
    Biedronka
     

     

     la coccinella dai sette punti

    è sempre stata tenuta in gran conto dall'Uomo,

     per l'aiuto che apporta nella lotta contro alcuni insetti

    che infestano sia le specie ornamentali (ad es. la rosa)

     sia quelle di interesse alimentare

    (leguminose, graminacee, solanacee),

    come dimostra il suo nome popolare:

    "gallinella del Signore" o "della Madonna".

     

    Non toccate la coccinella!

     

    Le coccinelle se vengono toccate con un dito,

    ripiegano le zampe e le antenne,

    emettendo dai fianchi un umore giallo dall'odore sgradevole

    che rappresenta un'arma di difesa;

    anche il sapore è sgradito agli uccelli e la livrea colorata

    è un chiaro invito a non provare un secondo assaggio.

     

    June 17

    Isola persa

     
    La poesia è nata qui...
     
     
     
    Isola persa.
     

     Isola persa 

     

    Isola persa cerco

    persa anche io.

    Sola, sempre sola

    alla ricerca… dell’ignoto.

     

    Nella folla anonima

    incognita… anche io,

    nel silenzio segreto

    muta… anche io,

    nella vita effimera

    indelebile …anche io.

    Sull’isola persa mi trovo

    persa… anche io.

     

    Sull’ isola persa ti trovi

    perso anche tu.

    Solo, del tutto solo

    come l’albero nel deserto

    bruciato dal sole

    frustato dal vento

    sferzato dalla pioggia

    annientato del tutto.

     

    Uomo perso

    lo sai che la vita passa

    pensa alla tua futilità

    ricorda

    che la cosa peggiore

    è

    morire nella solitudine.

     

    Nello stesso spazio

    ma in altro tempo

    sull’ isola persa ti trovi.

    Solo, del tutto solo

    come l’albero nel deserto

    illuminato dal sole

    rallegrato dal vento

    intriso dalla pioggia

    rifiorito del tutto.

     

    Uomo rinato

    lo sai che questa vita passa

    attingi dalla tua saggezza

    ricorda

    che la cosa peggiore

    è

    vivere nella solitudine.

     

    Daniela Karewicz